10. La comunicazione non verbale: i vestiti, i gesti, la
voce e lo sguardo
In un colloquio, non sono solo le parole che contano: tutto
il nostro corpo comunica, e non solo quello.
Il nostro interlocutore ci ascolta anche con la vista e con
il tatto (speriamo non con l’odorato!).
I nostri gesti, i nostri sguardi, il tono della nostra voce
confermano, integrano o smentiscono le nostre affermazioni.
Il modo in cui siamo vestiti, in cui salutiamo, in cui
stiamo seduti può contribuire in maniera determinante a
formare il giudizio su di noi.
La nostra comunicazione non
verbale è molto meno controllabile di quella verbale, in
quanto più istintiva
 Come vestirsi
Negli USA esiste addirittura un libro ("Dress for
success") che spiega qual'è il modo migliore di
vestirsi per ogni incontro: quali calzini usare, quali
cravatte ecc.. Non esageriamo, però è indubitabile che la
nostra immagine è data anche dal nostro abbigliamento. Noi scegliamo di vestirci così.
Per i
colloqui, l'importante è dare una
sensazione di affidabilità e serietà: la fantasia o
originalità sono in questo caso degli optional a rischio: non bisogna vestire casual, perché si darebbe
un’impressione di immaturità, ed è bene evitare
accessori, trucco o colori troppo vistosi; non è opportuno
però neanche "invecchiarsi" troppo, indossando per
l’occasione improbabili vestiti da cinquantenni che mai
utilizzeremmo.
Alle ragazze è concessa più libertà ed è generalmente apprezzata una certa
eleganza; i maschi sono più vincolati al "giacca e
cravatta" ed è bene che non abbiano un'aria troppo
"perfettina" (che rende antipatici), salvo che il
colloquio avvenga in realtà che danno all’apparenza molta
importanza (società di consulenza, mondo della
comunicazione, banche d’affari, ecc.).
Oltre a ciò che indossate, badate a come lo indossate:
niente vestiti troppo larghi e cascanti, niente colletti di
cravatta allentati, niente forfora sul bavero, niente lenti
degli occhiali sporche: è un appuntamento importante, chi
ci arriva trasandato sarà giudicato (non a torto)
superficiale, disordinato o poco furbo.
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